Scienza

Siamo abituati a pensare che due eventi siano sempre ordinati temporalmente: uno avviene “prima”, ed uno avviene “dopo”, tutti diciamo in modo automatico che la scoperta dell’America da parte di Colombo è avvenuta “prima” dell’Unità d’Italia, e che questa è avvenuta “dopo” la morte di Napoleone; un evento accade “prima”, ed uno accade “dopo”, ci sembra normale, tuttavia diamo per scontata un’idea fondamentale: che il tempo sia una cosa universale, valida in ogni punto dello spazio che ci circonda. 

Non esiste un tempo universale, esiste però un tempo della Terra, che misuriamo da millenni osservando la rotazione del nostro pianeta. Tuttavia il tempo è una grandezza fisica, e come tale misurabile, ma molto diversa dalle altre, come la lunghezza o la massa, e non solo perché non si può tornare indietro nel tempo, né tanto meno fermarlo, ma perché dipende tantissimo dalla nostra percezione, soggetta ad essere variabile.

Usiamo la Terra come un grande orologio, come un grande metronomo, che fa da miliardi di anni un grande ciclo di 24 ore, in cui si alternano notte e giorno, alba e tramonto. E’ un tempo ciclico, ma il tempo ciclico non è l’unico possibile, esistono altre definizioni di tempo, come quello lineare o quello puntillistico. L’altra cosa che differenzia il tempo dalle altre grandezze fisiche, è che non ha una misura decimale: un giorno è formato da 24 ore, che hanno sottomultipli sessagesimali. Questa singolare caratteristica ha origini che fondono storia e leggenda, e che affonda le sue radici all’alba della civiltà umana.